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Il male non e' un essere,un valore, e'
l'essenza del bene.
Avere un male non vuol dire avere qualcosa,ma e' mancanza di qualcosa. ciò
vale nell'ordine fisico che morale
La cecità e' la mancanza della vista, la sordità la mancanza dell'udito. La
malattia e' un male perché mancanza di funzionalità di organi,di tessuti; la
morte e' la mancanza della vita,la falsità e' la mancanza della verità; il
disordine e' un male perché e' mancanza dì ordine. Quindi il male non e'
avere,ma e' mancanza di ........ ; non e' un valore, ma assenza di
valore,non e' positività ma negatività, non e' un essere,ma mancanza
dell'essere. Come l'oscurità' e' la mancanza della luce, e' non luce.
Questo non vuol dire che il male non esiste, ma che non va' pensato come una
realtà positiva, ma e' mancanza dell'essere. Quindi non proviene da Dio .
Dio ha dato 1'essere,la vita,ha creato positivamente degli esseri, il male e
la mancanza dell'essere quindi non e' stato creato da Dio. Quindi il
male,qualsiasi male non e' creato, non e' creatura, e' la mancanza di
qualcosa di creato,di positivo.
Da una sorgente luminosa non può scaturire l'oscurità' la quale non e' luce.
quindi l'origine del male non può attribuirsi a Dio.
Ma allora da chi proviene?
Portiamo un esempio: l'eclisse solare avviene quando la luna si inette
davanti al sole, cioè quando un oggetto non luminoso si oppone alla luce,
allora la luce non passa e ci sarà una mancanza di luce, cioè l'oscurità.
Ora sul campo del male, perché esso non può provenire da Dio che e'
sorgente dell'essere, il male sarà originato da chi si può opporre
all'essere una non come causa del male ma come ostacolo che non fa' passare
la luce, cioè il bene. Deriva da un soggetto che ha la capacità di opporsi
all'Essere piuttosto che aderirvi.
L'aderirvi suppone un arricchimento dell'essere., il non aderirvi Liti
impoverimento, una carenza di essere.
In questa opposizione a Dio sta' l'origine del male. Evidentemente chi ha
capacità di aderire o di opporsi e' l'uomo quindi possiamo dire dal rifiuto
di dio del bene, da parte dell'uomo,nasce la mancanza di essere, cioè il
male Praticamente dal cattivo uso che l'uomo fa del libero arbitrio ne viene
fuori il male che e' privazione di bene.
Se io aderisco al sole, mi godo la luce,il calore, etc..etc... Se io mi
oppongo, mi privo di ciò.
In questo il sole non ha alcuna colpa....... .
Il male quindi non e' stato creato da Dio, ma e' rifiuto del bene da parte
dell'uomo.
La libertà che Dio ha dato all'uomo e' un bene e non un male, e perché
l'uomo potesse rassomigliare a Dio fra le altre caratteristiche e' che deve
essere libero,altrimenti ogni sua scelta,ogni suo gesto non sarebbe
meritorio. Usare la libertà per privarsi del bene e' un danno, e' un male.
Quindi l'esistenza del male non porta alla negazione di Dio. Tutto ciò che
Dio ha creato era ed e' cosa buona e addirittura dopo aver creato l'uomo
disse: e' cosa molto buona.
Creò anche la coppia e come regalo di nozze Dio diede capacità
procreativa,progetti meravigliosi da realizzare, riempire e trasformare la
terra;ma nello stesso diede limiti di demarcazione oltrepassati i quali
avrebbero la morte,il male etc..etc...
Tutti sappiamo che la prima coppia
sebbene creata armonicamente buona tuttavia poteva essere tentata dal di
fuori, come e' successo, ma non obbligata a soccombere, poteva respingere la
tentazione ed invece ha preferito ascoltare il regalo del maligno anziché la
raccomandazione di Dio.
L'ORIGINE DEL MALE
La prima coppia rifiutò il regalo di Dio
e quello che sarebbe stato il suo vero bene e dei suoi discendenti.
In questo rifiuto del bene consiste l'Inizio del male per l'essere umano. Il
peccato la colpa e' opposizione alla volontà di Dio al suo progetto: rifiuto
del bene; il quale si identifica con la volontà di Dio.
Perciò e' il peccato l'origine,la radice del male, e il peccato e' opera
umana e non divina.
A chi dice perché Dio; dato che sapeva che non avrebbe accettato la sua
offerta, l'ha lasciato libero? Si risponde che Dio vuole arricchire la sua
creatura e vuole trattarlo da persona adulta, matura, libera, sta' a lui
accettare o meno.
Non e' inutile fare una offerta che verrà rifiutata, semmai e' inutile per
chi la rifiuta, ma non per chi la offre, e' sempre un atto di bontà, c'e' un
valore in ciò che si offre ma anche nell'atto stesso di offrire. Infatti
spesso non si guarda tanto il dono in sé, quando il pensiero, l'effetto, non
il valore effettivo, ma il valore affettivo vale di più.
E' vero che il dono fallisce, ma c' anche vero che 1a storia umana non
finisce col fallimento, bensì con altri regali ancora più grandi, là dove ha
abbondato il peccato ha sovrabbondato la grazia , felix culpa ci
cantare la liturgia pasquale ....... che ci ha fatto avere e meritare il
Redentore. Dio getterà il salvagente all'uomo che stava annegando.
Se vorrà salvarsi avrà la possibilità di farlo accettandolo,diversamente
ancora una volta rifiuta il bene di Dio che e' il suo vero bene.
Tale salvagente e' Cristo, il Salvatore promesso all'umanità'. (Gn.3,15)
Senza di Cristo, l'uomo non avrebbe mai capito bene fino a che punto Dio ami
l'umanità' (Gv.3,16) .
Che Dio fosse paterno verso l'uomo si
poteva anche immaginare , ma che si facesse uomo e si sacrificasse per
l'uomo, era impensabile.
Più che una prova quella di Dio, fu un'offerta d'amore.
Del resto la felicità non si può imporre automaticamente, ne' si può imporre
ad un essere intelligente e libero. Una felicità imposta non e' felicità.
Urta contro Dio che e' Padre ma non paternalista, e urta contro l'uomo che
apprezza dì più le cose meritate, conquistate.
Altro e' l'elemosina altro e' il denaro conquistato guadagnato con il
lavoro. Se Dio fosse intervenuto ad impedire la colpa, avrebbe oppresso,
vietato di esercitare una delle facoltà che lo rende importante, diverso
dagli altri esseri. Poteva farlo, ma non l'ha ritenuto opportuno perché non
e' nel suo stile.
L'uomo avrebbe potuto dire a Dio : mi hai creato con delle facoltà e proprio
quando la stavo esercitando me l'hai impedito .
Dio ha raccomandato di stare attenti ai beni regalatici , (es.della bici)
attenti nell'usarla, perché potresti cadere e farvi male .
Per peccatum mors intravit in mundum
Perché Dio aveva creato la famiglia umana solidale nel bene e nel male, ha
scelto il male, il fallimento, tutti ne piangono le conseguenze.
Nessuno e' un'isola.
La responsabilità del peccato e' individuale e a volte collettiva, sociale,
ma le conseguenze sono sempre collettive,cosmiche. Da una coppia caduta nel
fallimento í figli che nascono poveri, tarati,deboli, portati a fallire
anche loro,a meno che non si rincorre al rimedio e il rimedio e' che quando
nascono avviene una trasfusione di sangue,viene tolto il sangue infetto e
viene introdotto quello buono, divino, quello di Cristo, ma sempre messo in
vasi fragili in vene che facilmente possono rompersi e rovinare tutto, ma
anche a questo ha pensato Gesù con la confessione.
Il peccato originale, nel quale nasciamo non e' peccato nel senso di colpa e
dì responsabilità personale, ma lo e' nel senso di prevenzione della vita
soprannaturale, nel senso di perdita di beni superiori quali l'immortalità-
l'integrità fisica, unicità delle sofferenze, e tutto questo non perché Dio
si sia voluto vendicare della disubbidienza di Adamo,ma perché per il
peccato,che e' per se stesso carenza,scava un vuoto in noi che implica
carenze incapacità. Col peccato si scende da una forma di vita superiore ad
una forma di vita inferiore; abisso chiana abisso,
La morte, il dolore, la malattia, più che una punizione di Dio, sono un
decadimento dell'uomo: l'uomo e' un principe decaduto,un ricco
fallito........ infatti c'e' la tendenza dell'uomo a migliorare,cioè tornare
come prima, e accettando Cristo, l'uomo nuovo, la vita nuova, un cuore
nuovo, uno spirito nuovo, si diventa nuovi come lui, e si abbandona la
condizione di prima dell'uomo vecchio che ci rassomiglia ad Adamo.
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