Arcidiocesi di Agrigento

PREPARAZIONE AL SEMINARIO PER IL BATTESIMO NELLO SPIRITO SANTO 

LA CHIAMATA

La parola vocazione o chiamata non deve far paura a nessuno, generalmente noi la intendiamo rivolta ai sacerdoti, ai missionari, alle suore, ma questo non è che un aspetto, anche perché ogni cristiano infatti e chiamato da Dio, ogni vita è una vocazione.

Dio è colui che chiama. Chiama le cose all'esistenza, chiama l'uomo alla vita, soffiando su di lui il suo alito, e imprimendo la sua immagine.

<< Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò;

maschio e femmina li creò » Gen. 1,27)

e perciò lo fece capace di comprendere e di amare il suo Creatore, di stare davanti a Lui per instaurare con Lui un rapporto personale.

La parabola della vigna sta ad indicare che Gesù e venuto per darti un occupazione per chiamarci alla vigna del Padre.

«il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.

Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati

e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono.

Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto.

Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi?

Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna. » Matteo 20, 1-7

Dio ci chiama alla vita «per nome», un nome che indica tre aspetti :

a)il nostro essere personale,

b) la nostra appartenenza a Lui:

" Ora così dice il Signore che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele:

«Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni. " (Is. 43,1);

 C) una nostra missione:

Vi sono tre chiamate nel nostro essere :

La prima chiamata e la chiamata alla vita, che è propria del Padre, il padre chiama noi alla vita. Colui che ha deciso di chiamarti fra miliardi e miliardi di individui è Dio, egli mi ha chiamato alla vita e io esisto, esisto per Lui.

Ma oltre a questa chiamata alla vita, che possiamo dire che è il primo grado alla chiamata, esiste un'altra chiamata, quella del Figlio, il figlio mi ha chiamato alla grazia, la chiamata alla grazia e molto più importante della chiamata alla vita, che però si innesta nella chiamata alla vita, e che Dio ha previsto chiamandoci alla vita.

Quando Dio ti ha chiamato alla vita, ti ha chiamato in vista di una seconda chiamata, la chiamata nel figlio alla grazia di Dio. Cioè la chiamata alla partecipazione della divina natura nel figlio.

É una chiamata meravigliosa, una chiamata che mi da tutti i diritti del Figlio, una chiamata che prelude a una terza grande chiamata, dove entra in gioco lo Spirito Santo, l'amore, l'amore di Dio e stato effuso nei nostri cuori, il figlio mi da l'amore, soffia in me l'amore, soffia in me lo Spirito, e questo Spirito mi chiama alla gloria, mi chiama alla gloria di Dio, questo Dio in cui io mi trovo per la grazia, questo Dio diventerà l'oggetto della mia piena conoscenza, e del mio pieno godimento, dopo questa fase terrena.

La chiamata alla gloria di Dio, cioè a partecipare alla gloria del Signore, della gioia del Signore. della felicita eterna. ecco quale è la sorte dell' uomo. ecco il progetto di Dio. chiamati alla gloria eterna.

Chiamati alla vita, chiamati alla grazia, chiamati alla gloria.

E' Che San Paolo esprime molto bene nella lettera ai Romani, " Quelli che da sempre il Padre a conosciuto in se, quelli a predestinati, coloro che ha predestinati a chiamati, quelli che a chiamati a giustificati, quelli che a giustificati li a anche glorificati. "

Voglio precisare che questa chiamata e la chiamata generale, per tutti, poi c'è una chiamata personale di cui parleremo in seguito.

La risposta a questa chiamata e che noi dobbiamo entrare in comunione con Dio padre, Dio Figlio, Dio Spirito Santo. Come si può accedere a questa chiamata ? credere, solo credere, ad ogni costo credere.

La risposta è la fede.

C'è un progetto particolare per ognuno di noi, Dio a un progetto particolare per me, ed è qui che si innesta la chiamata particolare.

Dio ti chiama, perché ti chiama ?

Certamente ti chiama perché ti ha amato, ma ti chiama perché tu realizzi qualche cosa, che a lui piace, che rientra nel progetto generale di Dio, che deve realizzarsi, che rientra nel piano di Dio, ecco per esempio Dio che chiama Adamo, a fare che cosa? ad essere il progenitore di tutti gli uomini, E' una chiamata particolare. Chiama Eva ad essere la progenitrice di tutti gli uomini. Questo è il loro servizio.

In questa chiamata generale nel Figlio, alla grazia e alla gloria, si innestano tutte le chiamate particolari, nell'arco della storia, tese tutte a realizzare il piano unico di Dio. Nella realizzazione di questo piano avviene la realizzazione di ciascuno secondo il progetto iniziale.

Così Dio chiama Abramo perché faccia alleanza con Lui e divenga il padre dei credenti, e prepari l'alleanza definitiva con Cristo. Chiama Mosè per liberare il suo popolo e avviarlo alla terra promessa. Chiama Samuele, Isaia, Geremia, Amos per essere i suoi profeti e richiamare il popolo alla fedeltà, e orientarlo verso il Messia.

Più tardi, quando la Parola che si era fatta voce per chiamare, si fece carne e apparve in mezzo a noi, continuò a chiamare. Gesù passò chiamando. Chiamò Pietro e gli Apostoli, chiamò Paolo sulla via dì Damasco. E continua lungo i secoli fino ad oggi a chiamare. Chiama S. Francesco, chiama S. Ignazio. chiama i grandi. chiama i piccoli. chiama tutti ì redenti.

La tua chiamata.  Dio chiama te. Ti chiama «per nome». Ha un progetto. Vuole fare storia con te, una storia unica, una storia di amore, perché Lui è Amore. Ti chiama, e ogni chiamata attende una risposta.

Ascoltate oggi la sua voce: «Non indurite il cuore, come a Meriba, come nel giorno di Massa nel deserto, (Sal. 95,8).

Tanti purtroppo non hanno dato ascolto, e hanno seguito la strada di Adamo peccatore, che, chiamato da Dio, andò a nascondersi (Gen. 3,10). Dice Isaia: «Io avevo chiamato e nessuno ha risposto, avevo parlato e nessuno ha ascoltato» (Is. 66,4). Una mancata tua risposta, ti metterebbe fuori dal progetto amoroso di Dio. II nuovo Adamo, Gesù, chiamato dal padre, risponde «Sì». In lui ci fu sempre «.Sì». Sì nell'Incarnazione, Sì nell'Immolazione: - Entrando nel mondo Cristo dice:

" Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi ha preparato ... Ho detto: Ecco io vengo ... per fare o Dio la tua volontà» (Ebr. 10, 5-7).

Maria, nostra Madre, pronunciò il suo " Si ", nell'incarnazione del Verbo, al Padre, sotto la croce, al Figlio, nella Pentecoste, allo Spirito Santo.

Pronuncia anche tu il tuo " si " generoso, inserendoti nel " Si " di Cristo e nel " Si " di Maria, e nel " si " dei santi.

La chiamata di Mosè

Es 3[1] Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l'Oreb. Es 3[2] L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava.

Es 3[3] Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?».

Es 3(4] Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!».

Es 3[5] Riprese: «Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa! ».

Es 3[6] E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio.

Missione di Mosè

Es 3[7] Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue sofferenze. Es 3(8] Sono sceso per liberarlo dalla mano dell'Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso. verso un paese dove scorre latte e miele verso il luogo dove si trovano il Cananeo, 1'Hittita, l'Amorreo, il Perizzita, l'Eveo, il Gebuseo.

Es 3[91 Ora dunque il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto l'oppressione con cui gli Egiziani li tormentano.

Es 3(10) Ora và! Io ti mando dal faraone. Fà uscire dall'Egitto il mio popolo, gli Israeliti!».

Es 3[11] Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire dall'Egitto gli Israeliti?».

Es 3[12] Rispose: «Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall'Egitto, servirete Dio su questo monte».

Rivelazione del nome divino

Es 3[13] Mosè disse a Dio: «Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?».

Es 3[14] Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». Poi disse: «Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi».

Es 3[15] Dio aggiunse a Mosè: «Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione.

Abbiamo qui il caso, profondamente umano, di un chiamato che discute con Dio: c'è qui un misto di coscienza della propria incapacità, ma anche un pizzico di egoismo.

Mosè è chiamato ad essere il liberatore, Mosè era un pastore ed era balbuziente, Dio lo manda dal faraone come suo ambasciatore per far liberare il suo popolo, Mosè dice ma come faccio, Dio dice va bene allora, Aronne parlerà per te.

Io parlerò a te, tu parlerai ad Aronne, Aronne parlerà al faraone.

Ma benedetto Dio perché non semplificava le cose, perché non mandava direttamente Aronne che era un buon oratore, no Dio si serve di Mosè balbuziente perché Aronne ricevesse da Mosè quello che Dio gli diceva perchè Aronne doveva riferirlo al Faraone, in modo che l'uomo non si glori, e il progetto di Dio si compia, vedete come è complicato Dio.

Meraviglioso però quando capiamo tutto ciò, e Mosè compie la missione e diventa così il salvatore del popolo, il liberatore.

Mistagogia : Consegna del segno ( Bastone e Cintura )

Il bastone di Aronne

Nm17[16] Poi il Signore disse a Mosè:

Nm17[17] «Parla agli Israeliti e fatti dare da loro dei bastoni, uno per ogni loro casato paterno: cioè dodici bastoni da parte di tutti i loro capi secondo i loro casati patemi. scriverai i1 nome di ognuno sul suo bastone.

Nml7[18] scriverai il nome di Aronne sul bastone di Levi, poiché ci sarà un bastone per ogni capo dei loro casati paterni.

Nm17[19] Riporrai quei bastoni nella tenda del convegno, davanti alla testimonianza, dove io sono solito darvi convegno.

Nml7[20] L'uomo che io avrò scelto sarà quello il cui bastone fiorirà e così farò cessare davanti a me le mormorazioni che gli Israeliti fanno contro di voi». Nm17[21] Mosè parlò agli Israeliti e tutti i loro capi gli diedero un bastone ciascuno, secondo i loro casati paterni, cioè dodici bastoni; il bastone di Aronne era in mezzo ai loro bastoni.

Nm17[22] Mosè ripose quei bastoni davanti al Signore nella tenda della testimonianza.

Nm17[23] Il giorno dopo, Mosè entrò nella tenda della testimonianza ed ecco il bastone di Aronne per il casato di Levi era fiorito: aveva prodotto germogli, aveva fatto sbocciare fiori e maturato mandorle.

Nml7[24] Allora Mosè tolse tutti i bastoni dalla presenza del Signore e li portò a tutti gli Israeliti; essi li videro e presero ciascuno il suo bastone.

Ger 1 [ll] Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Che cosa vedi, Geremia?». Risposi: «Vedo un ramo di mandorlo».

Ger 1(12] Il Signore soggiunse: «Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per realizzarla».

Sapete fratelli gli ebrei quando comprano un terreno, la prima cosa che fanno è quello di andare a piantare un albero di mandorlo, sapete perché, perché è il primo a vegetare ( il mandorlo in fiore ) noi lo sappiamo bene, è il primo in natura a dare le prime foglioline, cioè colui che vigila sul venire della primavera. Questo è un segno importante per noi cristiani, che dobbiamo vigilare sulla parola di Dio e su i nostri fratelli che ci sono stati affidati da Dio.

La Cintura

Ger13[11] Poiché, come questa cintura aderisce ai fianchi di un uomo, così io volli che aderisse a me tutta la casa di Israele e tutta la casa di Giuda - parola del Signore - perché fossero mio popolo, mia fama, mia lode e mia gloria, ma non mi ascoltarono.

La cintura ha un significato molto particolare per noi credenti, i sacerdoti mettono la cintura sapete perché ?

Per separare la parte superiore da quella inferiore, cioè la parte dove c'è il cuore i sentimenti di amore, dalla parte inferiore, la parte delle viscere e dell'istinto, cioè la parte impura.

 

Nello Giglia