IL MINISTERO DELLA LITURGIA Enza Muzio Strazzulla

 

I carismi e i ministeri trovano nell'Eucaristia la loro motivazione prima, la loro fonte ispiratrice e il loro primo campo di azione. La celebrazione eucaristica è il frutto di una pluralità di interventi che a sua volta genera una armonia corale di servizi dove tutto si costruisce con l'apporto di tutti. Nell'azione liturgica infatti: si prega, si canta, si adora, si professa l'unica fede, si raccolgono le offerte, ci si scambia il dono della pace, ci si nutre del pane spezzato, si esprime gratitudine a Dio, si parte dal tempio per testimoniare a tutti la ricchezza incommensurabile dei doni ricevuti.

I carismi dati dallo Spirito a tutti per il bene di tutto il corpo ecclesiale, quando sono riconosciuti dalla Chiesa diventano ministeri stabili: ordinati, istituiti, di fatto.

AA, 2: "C'è nella Chiesa unità di missione e diversità di ministeri".

Ministeri ordinati - Sono i ministeri che derivano dal Sacramento dell'Ordine, tramandati dagli apostoli per il servizio e il governo della Chiesa: Episcopato, Presbiterato, Diaconato.

Ministeri istituiti - Lettorato e Accolitato.

Ministeri riconosciuti - Sono incarichi non permanenti e quindi straordinari, concessi in relazione a particolari necessità di situazioni come il servizio straordinario della distribuzione dell'Eucaristia. Ministeri di fatto - Quei ministeri cioè che senza titoli ufficiali compiono nella prassi pastorale servizi pubblici piuttosto consistenti quali: i catechisti, gli animatori e i coordinatori di comunità, le guide delle azioni liturgiche, i responsabili della pastorale familiare ...

Quanto più si sviluppa la vitalità della comunità ecclesiale tanto più necessari e urgenti e multiformi appaiono i ministeri di fatto e, viceversa, quanto più si sviluppano e si esercitano i ministeri laicali tanto più si sviluppa e matura la vitalità della comunità ecclesiale.

Quando si tratta di pianificare e preparare una celebrazione liturgica, rarissimi sono i casi in cui si può coinvolgere o interpellare tutta la parrocchia o gruppo. Sono necessari rappresentanti adeguati che siano disposti e in grado di assumersi questo compito assieme al sacerdote; in particolare bisognerebbe istituire un gruppo che si interessa specificamente di tutta la vita liturgica parrocchiale.

I membri di questo gruppo dovrebbero essere anzitutto coloro che in virtù del loro ufficio o della loro nomina sono tenuti a preparare le celebrazioni liturgiche, quindi in primo luogo il parroco, il responsabile del gruppo canto o un suo rappresentante; gli altri membri dovrebbero essere fratelli disponibili e capaci di assolvere i compiti che gli vengono affidati. Non è necessario che essi siano degli specialisti, più importante è il loro interesse per i compiti che si presentano e la disponibilità a contribuire attivamente alla loro attuazione, cosa che comporta sempre anche una partecipazione regolare alla vita liturgica.

I compiti del gruppo liturgico consistono nel realizzare e nel completare, in maniera valida e rispondente ai bisogni dell'assemblea, le disposizioni contenute nei libri liturgici. In esso si possono esporre e discutere le esperienze, i desideri, i suggerimenti dei singoli membri, e soprattutto il gruppo deve continuamente lavorare per portare i fratelli a partecipare attivamente alla liturgia. L'obiettivo dell'attività pastorale è far sì che tutti possono partecipare attivamente, consapevolmente, in maniera pia. E' chiaro che questa partecipazione non s'improvvisa, occorre una iniziazione alla natura rituale della liturgia (SC,10.11. 14.21.48.50).

Nei nostri gruppi il discorso della "partecipazione attiva" dei fedeli alla liturgia è stato preso sul serio, si possono vedere nelle nostre celebrazioni la gente che canta e prega insieme, c'è un'equilibrata animazione musicale, un buon servizio organizzato di lettori, dove si avverte un clima di coinvolgimento nel rito, di vivacità nella partecipazione.

Ma bisogna andare più in là di una partecipazione a livello " attivistico" ed emotivo.

La nozione di partecipazione —piena. consapevole e attiva" alla liturgia non si esaurisce nella quantità e nella molteplicità degli interventi esteriori dei fedeli (Canti, preghiere, gestì) nel corso dell'azione rituale: neppure và semplicemente identificata con l'intensità emozionale con cui una determinata celebrazione viene vissuta (da tutti o da qualcuno). La liturgia, infatti, non c uno spettacolo con partecipazione del pubblico è celebrazione del mistero (li Cristo: dove il coinvolgimento c la partecipazione vanno intesi anzitutto in riferimento a eletto mistero e non soltanto in riferimento allo svolgimento esteriore del rito.

A quanti s'impegnano a preparare le funzioni liturgiche o a svolgere particolari mansioni durante le funzioni, il gruppo liturgico deve offrire il proprio consiglio e sostegno. Esso deve coordinare le diverse attività e garantire il regolare svolgimento e il reciproco equilibrio; soprattutto deve badale Che la liturgia conservi il suo carattere fondamentale di " celebrazione della fede-. La liturgia si fonda sull'atto che Dio stesso è l'agente. Al centro del culto non sta la nostra attività  bensì l’azione liberante di Dio che si rende presente in Gesù Cristo.

E' inoltre opportuno provvedere alla formazione liturgica del gruppo. Le informazioni possono essere desunte dai libri e dai documenti liturgici. Almeno nei primi tempi questa parte del lavoro in mancanza di persone competenti, può essere svolta dal sacerdote. Le riunioni risultano nel tempo soddisfacenti e feconde solo se si riesce a formare un gruppo realmente competente di collaboratori i. In ogni riunione bisognerebbe anche dare uno sguardo retrospettivo- al cammino percorso e verificare, e le riflessioni e le decisioni prese sono state indovinate e realizzate. La domanda centrale non può essere quella di sapere se qualcosa ha funzionato, se è riuscito bene, bensì se ha contribuito a facilitare ai partecipanti:

- il memoriale della salvezza dischiusa in Cristo -         la fede nella sua presenza

-   l'apertura verso i) Padre

-   l'amore per  Dio nel!a preghiera comune

Tutto il lavoro del gruppo liturgico è un servizio reso alla vita spirituale dei fedeli. C'fr SC 48

LA LITURGIA E I SEGNI

La grazia del Rinnovamento nello Spirito Santo c offerta dal Signore per t'innovare ogni cosa, anche la liturgia. Così, pur dentro le norme-guida della Madre Chiesa, essa và immettendo soprattutto tramite la preghiera di lode e la grazia propria dell'effusione come un'anima nuova in tutte le cose In ogni liturgia sarebbe belle scegliere alcune parti da porre in evidenza, al fine di accrescere la comprensione, la partecipazione e la lode.

Nelle celebrazioni si osservi la normativa liturgica, la quale nonostante stabilisca norme precise per certi momenti, lascia ampio spazio alla creatività. Non si introducano clementi estranei alla tradizione liturgica della Chiesa o in disaccordo con ciò che stabilisce il magistero o ciò Che è richiesto dal carattere stesso della celebrazione.

il gruppetto del ministero liturgico penerà a questo riunendosi in precedenza. Allora farà preghiera e discernimento per la scelta dei segni liturgici da presentare ed evidenziare.

T fedeli avvertono e assimilano l'annuncio della vita cristiana, se essa è affidata alla capacità sensitiva dell'uomo Alcuni segni liturgici non sono più capita, bisogna di nuovo renderli facili e comprensibili.

In pratica, il gruppetto dei ministero liturgico, durante l'incontro preparatorio leggerà insieme le letture della Santa Messa o della particolare celebrazione. Dai contenuti delle letture farà emergere chiedendo luce allo Spirito Santo, la scelta del segno. Durante la liturgia sarà bene spiegare il tutto mentre si esegue il segno. AI termine della liturgia ricordare ai presenti di nuovo "segno e significato.

Se il gruppo prepara le singole celebrazioni, bisogna che si riunisca almeno settimanalmente. La frequenza delle riunioni dipende dai compiti. E' bene occuparsi inizialmente solo di poche celebrazioni cominciando dalle feste o i cosiddetti tempi Forti per poi passare alle feste parrocchiali. Liturgie penitenziarie o occasioni particolari. E infine concentrare l'attenzione sulla messa domenicale o pasqua settimanale.

Orientamenti del ministero:

-  far sì che i veri segni sacramentali della liturgia siano compresi e valorizzati;

-  evitare che i segni progettati dalla nostra creatività sminuiscono quelli liturgici, che riducano i tempi delle autentiche parti liturgiche;

-  valorizzare le celebrazioni liturgiche delle principali feste;

-  educare l'assemblea ad essere soggetto liturgico

- nella celebrazione della messa non si deve interrompere la preghiera eucaristica per momenti di lode a Cristo o altro:

-  i canti o i gesti devono essere adeguati al momento della celebrazione e in accordo con i criteri che devono essere osservati nella celebrazione liturgica. Evitare false interpretazioni dei nostri canti rispetto ai vari momenti liturgici;

- si cerchi di non far coincidere le riunioni di gruppo con la celebrazione della Santa Messa; -    bisogna anche educare al silenzio che aiuta a cogliere il significato delle cose.

Uno degli abusi che si riscontra spesso nelle nostre celebrazioni, sono le processioni offertoriali.

II presentare il pane e il vino era originariamente un semplice disporre sull'altare gli elementi da consacrare. Lentamente, al pane e al vino, si sono uniti i doni dei fedeli per i poveri, il sostentamento del clero, per la manutenzione dell'edificio. Iniziano le processioni offertoriali, non solo pane ma anche alimenti naturali e, più tardi, denaro e oggetti di valore. Questa processione è diventata negli ultimi anni. una delle cose più abusate nella prassi, per questo è importante andare al significato della processione.

PNMR, 49: -nella preparazione dei doni vengono portati all'altare pane e vino con acqua, cioè gli stessi elementi c che Cristo Prese Ira le vie inumi,'.

II senso di questa processione è presentare i doni: pane e vino con acqua e le cose che servono per i poveri o per i bisogni della Chiesa.

A nessuno è lecito intervenire con leggerezza nella Santa Messa: non è permesso all'elefante di passeggiare sulle uova.

Ci sono interventi previsti c consentiti, sempre all'insegna della discrezione. Da una parte occorre evitare le stravaganze, dall'altare la schiavitù della rubrica.

Ci vuole buon senso, ci vuole sensibilità al fine dì percepire il tono proprio di una celebrazione e poi esprimerlo nella maniera giusta

l'interno fondamentale della liturgia rimane quello di richiamare tutti. fedeli e ministri della Chiesa a una maggiore coscienza del mistero che ,i celebra c ad un più vivo senso di responsabilità nel modo di celebrare.

A tal proposito Knox, in occasione del terzo sinodo dei vescovi a Roma. ebbe a dire:

E' indispensabile suscitare un .senso più profondo della celebrazione della comunione c della partecipazione e migliorare la c conoscenza dei riti e delle preghiere. Solo se vi preparano c con cura le celebrazione liturgiche in particolare quelle dei sacramenti e si educano ad esse i fedeli con una specie di catecumenato il rinnovamento liturgico conserva la sua forza e porta frutti di una vita realmente cristiana e di .santità('.

Enza Muzio Strazzulla