Testo biblico 1Cor. 15:54,57

 

Fratelli, siamo qui perché crediamo nel Dio dell’impossibile, il Signore fa germogliare il ramo secco. Stiamo lodando il Dio dell’impossibile, tutto ciò che riteniamo impossibile nella nostra vita è reso possibile, grazie al Signore. La nostra preghiera la lode non è rivolta ad un personaggio famoso ma stiamo lodando il Dio dell’impossibile. Tutto ciò che nella tua vita ti sembra che non può cambiare mai: situazione familiare, problemi con il marito, con i figli, tutte quelle cose che ti sembrano impossibili da risolvere e che sembrano di non cambiare, sappi che con Dio è possibile. Quel ramo secco della tua vita può trasformarsi in un germoglio d’amore. Siamo qui per lodare il Dio d’amore il Dio dell’impossibile. Il tema che mi è stato affidato dal comitato è bellissimo: “Perciò fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, prodigandovi sempre nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore”.

Io insieme a voi chiedo aiuto allo Spirito Santo che ci permetta di penetrare  nel mistero infinito di questa parola.

Questa parola ci permetterà di andare a perlustrare le profondità della nostra fede cristiana, della nostra fede biblica. Innanzitutto mi preme ricordarvi che noi tutti qui siamo chiamati, come lo sono stati  fondamentalmente i discepoli di Cristo nel N.T. Noi dobbiamo percepire questa chiamata; la nostra vita acquista un senso in vista a questa chiamata dal nostro Signore. Siamo chiamati in questo anno 2007 a fidarci sempre più di Dio, a camminare nella propria comunità o gruppo. Voi siete chiamati a dare una parola  di speranza, una parola di fiducia, che vada oltre a quello che il mondo propone e vuole mostrare. Per la Bibbia la nostra identità profonda è di essere dei chiamati, se noi ci aiutiamo, ed è quello che vogliamo fare adesso, a riscoprire la nostra chiamata, quindi la nostra identità, allora riusciremo a trovare il motivo per cui siamo venuti al mondo. Se non facciamo così rischiamo di essere risucchiati dal tran tran quotidiano che continua ad assillare la nostra vita e allora subentra la paura, lo scoraggiamento, si perde il senso chiaro della chiamata e della comunione fraterna. Ma come? Se per me quelle persone fino a poco tempo fa erano tutto per me, come mai adesso non riesco più ad entrare in sintonia, come mai quel progetto di vita che mi era chiarissimo ora appare irrealizzabile. Se noi non ci fermassimo, cadremmo subito in un atteggiamento abitudinario, allora ci abitueremo a questi incontri, agli animatori, a Gesù che parla, ai canti. Se noi non ci fermiamo un istante a riflettere sulla nostra vocazione, faremo tutto per abitudine, e se faremo tutto per abitudine Dio non manifesterà più la sua gloria, e il nostro sarà un atteggiamento religioso e percepiremo Dio con distrazione. “Perciò fratelli carissimi rimanete saldi e irremovibili… rimare saldi, probabilmente qui Paolo, stava riproponendo un messaggio che aveva imparato da Giovanni, che nel Vangelo al capito 15 riporta le parole di Gesù:“Rimanete in me, chi rimane in me ed io in lui, fa molto frutto perché senza di me non potete far nulla”. Avete presente l’immagine della vite e i tralci? cosi  sono i cristiani. Vuoi essere cristiano? rimani attaccato a Gesù. Chi è il cristiano che vive nella diocesi di Agrigento? Uno che vive nella preoccupazione o nella gioia e di essere come un tralcio attaccato a Gesù. Rimanere in Gesù è una questione di innamoramento continuo. Cosa accade se non rimani in Gesù? Accade che non  porti frutto,  farai tante cose ma non ma senza frutto. Agli inizi dell’era cristiana c’era un grande santo innamorato di Gesù Sant’Ignazio di Antiochia, era cresciuto alla scuola degli apostoli, morto martire a Roma, ha lasciato delle lettere impressionanti ad un certo punto lui dice “L’unica cosa importa è essere trovati in Cristo Gesù”. Magari noi nella nostra fede ci preoccupiamo di tante cose, ma diciamo tutti insieme l’esortazione di Sant’Ignazio (“L’unica cosa importa è essere trovati in Cristo Gesù”). Allora che cosa importa Maurizio il tuo essere qui ad animare questo convegno, che cosa importa il vostro suonare per voi strumentisti e cantare per voi cantori, e per voi del comitato coordinare questo convegno. Anche se io raccontassi tutta la storia biblica perfettamente ma in me non traspare almeno un po’ che la mia vita è in Cristo Gesù non servirebbe a niente.

La vita cristiana, il rimanere saldi e irremovibili significa il decidersi di aiutarsi come gruppi a farsi trovare in Cristo Gesù. Cosi posso dire: animo per Cristo, Canto per  Cristo, suono per Cristo, coordino per Cristo. Noi dobbiamo essere portavoce di Gesù, ancora una frase di Sant’Ignazio che diceva Gesù è la nostra vita inseparabile. In che cosa  San Paolo esorta alla comunità di Corinto a rimanere saldi e irremovibili? Nella fede e nella resurrezione di Cristo. E che cosa abbiamo imparato dalla fede nella resurrezione di Cristo? Che abbiamo incontrato un Dio vivo, che siamo stati infinitamente amati. Che cosa avete imparato se non che il vostro peccato nella misericordia di Dio diventa nulla e per dirla con una frase di Santa Teresa di Gesù bambino: il peccato è come una goccia d’acqua in un braciere ardente.

Dalla fede nella resurrezione di Cristo, abbiamo imparato che dobbiamo amarci gli uni e gli altri. Non ci è stato insegnato di amare Dio perché Lui ci ama e basta, sarebbe troppo comodo, sarebbe una religiosità da single, aspetta che me la risolvo con il mio Dio, Lui mi ama … io amo Lui… è fatta! Non è questa la  fede cristiana! Il Vangelo mi dice che se io sperimento l’amore di Gesù io devo amare chi mi sta accanto, se io non amo chi mi sta accanto vuol dire che non ho ancora incontrato l’amore di Gesù. L’amore di Gesù mi spinge verso l’altro, anzi va oltre mi spinge ad amare i miei nemici.  Se nei nostri gruppi non c’è questa spinta significa che ci stiamo  dimenticando quello che abbiamo imparato dalla fede nella resurrezione di Gesù: amatevi gli uni e gli altri come io ho amato voi.

San Paolo dunque ci esorta a rimanere saldi e irremovibili in questo amore di Cristo. Adesso vorrei richiamare due episodi del Vangelo che ci aiutino ancora nella comprensione nel nostro testo. Uno riguarda l’incontro tra Gesù e Zaccheo.

Zaccheo era un uomo piccolo di statura ma molto importante, era un capo dei  pubblicani, i pubblicani  erano quelli che riscuotevano le tasse per conto dei romani e una parte se li tenevano loro, per questo erano odiato dal suo popolo. Zaccheo decide di vedere Gesù. Penso avrà fatto un ragionamento simile a questo: io ho avuto tutto nella vita, vuoi che non riesca a vedere Gesù. la traduzione italiana è: voleva vedere chi fosse Gesù nel testo greco è più preciso: voleva incontrare l’identità di Gesù, vi sembra poco? Sapete come sono andate le cose, dal momento che era piccolo salì su un sicomoro e attese il passaggio di Gesù, appena Gesù arrivò sotto di lui, alzò lo sguardo. Ci avete mai fatto caso in questo episodio? Che Gesù guarda Zaccheo dal basso verso l’alto, noi tante volte guardiamo gli altri dall’alto verso il basso e qui c’è un Dio che guarda un capo dei pubblicani dal basso verso l’alto. Sia questo qualcosa da ricordare per rimanere saldi nel Signore.  Il guardare gli altri dal basso verso l’alto anche se abbiamo ruoli di responsabilità anche se siamo di fronte a persone che ammettono di aver sbagliato, di aver peccato. Gesù gli dice  Zaccheo scendi, Zaccheo si sarà guardato attorno pensando che c’era qualche altro vicino con lui sull’albero e avrà detto: ma parli con me? Quale esperienza avrà fatto Zaccheo? Guardate che è la stessa esperienza che abbiamo fatto noi e che dobbiamo ricordare per poter rimanere saldi e irremovibili nel Signore. Lui era convinto che nel suo rapporto con Gesù tutto dipendesse dalla propria volontà di vedere e incontrare Gesù, invece su quell’albero Zaccheo, ha fatto l’esperienza di essere lui l’oggetto del desiderio di Gesù. Zaccheo sperimenta di essere desiderato da Dio. Cosa abbiamo imparato nei nostri gruppi se non che siamo desiderati da Dio. Ricordiamocelo!! Quando siamo nella prova, ricordiamo di aver sperimentato un Dio desideroso di noi. Zaccheo ha capito che lui è l’oggetto del desiderio di Dio, lui ha scoperto un Dio alla ricerca della persona. Possiamo avere tante immagini di Dio che corrispondono alla verità della sua Parola: il buon Pastore, il Medico, lo Sposo. A me piace questa: il Dio che è alla ricerca, il Dio della Bibbia, avete presente Genesi 3: Adamo dove sei? Se ci fai caso anche in questo momento qualcuno vi sta cercando… dove sei?  rimanere saldi nel Signore significa accogliere la ricerca di Gesù saltando dopo questa esperienza Zaccheo ha portato a casa sua Gesù se non si percepisce questo, Gesù resterà sempre fuori casa nostra, se noi non percepiamo di essere desiderati da Dio da venire a casa nostra, noi condurremo una vita parallela al mondo. Qui nel mio gruppo mi comporto in una data maniera e a casa in un’altra maniera. Soltanto se io sperimento di essere desiderato da un amore infinito io riuscirò a portare Dio nel mio rapporto coniugale, riuscirò a portare Dio nel rapporto con i genitori, riuscirò a portare Dio nel rapporto con i fratelli e sorelle, soltanto se avrò scoperto di essere desiderato da Dio. Zaccheo perché ha scoperto di essere tanto amato da Dio è stato capace di restituire quattro volte tanto. Abbiamo quindi imparato di essere desiderati da Dio, non dobbiamo conquistarci nessuno, non dobbiamo conquistarci l’amore di nessuno. Dio ci ama cosi come siamo, non rischiamo di diventare dei cristiani stanchi, chi sono i cristiani stanchi? Quelli che lavorano per conquistarsi l’amore di Dio e degli altri, mentre invece abbiamo scoperto che il cristiano è quello che è stato conquistato da Dio.

L’altro episodio di un brano del vangelo di Giovanni al capitolo 4 è l’incontro tra Gesù e la Samaritana. Questa donna sarà trasformata dall’incontro con Gesù fino a diventare uno strumento per evangelizzare l’intera città di Sicar. In questo brano ci sono almeno 5 elementi che ci possono aiutare a rimanere saldi nel Signore.

Per rimanere saldi nel Signore bisogna avere alcune caratteristiche:

Quando la Samaritana interrogava Gesù, lui era chiarissimo nel rivelare la sua identità di Figlio di Dio. noi per rimanere saldi nel Signore dobbiamo amare la nostra identità, l’identità dei vostri gruppi, quella del Rinnovamento, quella del vostro essere cattolici. Soltanto se ci si prende cura della propria identità si diventa ardenti nello Spirito.