VOGLIAMO SERVIRE IL SIGNORE
Alla luce degli ultimi incontri sia ministeriali che diocesani ho notato una scarsa partecipazione dei fratelli, scarso impegno, poca motivazione e poca volontà di costruire il Regno di Dio. Vuoi che magari stiamo attraversando dei momenti difficili della nostra vita, sia per malattie sia per le difficoltà lavorative o per tribolazioni, persecuzioni , ecc.
Il Signore ci aveva avvisato “Figlio,se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione”.Siracide 2,1. Nei momenti liberi che ho a Trapani vado sia a messa che all’incontro di preghiera nel gruppo di Trapani. Durante una messa si leggeva il Vangelo di Giovanni Gv.15,5 “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Versetto 2 “Ogni tralcio che in me non porta frutto,lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.”Fino a qui niente di nuovo, ma durante l’omelia il sacerdote diceva, che tutti questi tralci che il Signore pota sono le difficoltà che incontriamo nella vita, piangiamo se ci sono malattie, tribolazioni, ecc; ma anche la vite (che è il Signore ) piange con noi per le nostre difficoltà. Quando un contadino fa la potatura voi che pensate che le piante non piangono? Chiusa questa parentesi il Vangelo continua dicendo versetto 16 “ Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.”Quando il Signore fa una scelta essa è precisa e radicale poiché il Signore “ Non guarda al suo aspetto ne all’imponenza della sua statura ………..L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore”,1 Samuele 16,7. Sicuramente nei nostri cuori Gesù ha piantato un seme ed è il seme dell’Amore , affinchè questo seme possa fruttificare e come dice l’Evangelista Giovanni “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” Gv 15,13 . Se vogliamo servire il Signore dobbiamo avere queste caratteristiche: Amore, Entusiasmo, Impegno, Obbedienza, Umiltà. Dobbiamo ricordarci una cosa che non esistono “Specializzazioni “ nella vita dello Spirito, sappiamo che triplice è la nostra unzione e proprio in forza di essa dobbiamo crescere nella dignità sacerdotale, regale e profetica, ed essere un fiume di grazia. Immaginatevi un fiume: la sorgente, il corso,le diramazioni, il letto, lo sbocco e la foce. Una è la sorgente, una è la foce: Dio uno e trino, elargisce ai suoi figli doni e grazie in via ordinaria e straordinaria. Perché il regno di Dio sia costantemente edificato, e gli uomini facciano giorno dopo giorno esperienza della Salvezza e progrediscono nel cammino verso la Santità. Tra la sorgente che è Dio e la foce le Comunità, c’è il corso del fiume doni e carismi che può assumere varie diramazioni i vari Ministeri, ma che è anche orientato verso in un unico sbocco: Edificazione, Salvezza, Santità. Il letto sul quale scorre il fiume è la Carità: tutto ciò che discende dall’Amore di Dio, deve manifestarsi nell’Amore e sottolineo Amore con la A maiuscola e realizzare la carità fraterna( 1 Corinti 13,1). Tutti i cantori e tutti i musicisti impegnati nella preghiera di lode prendiamo come modello Davide “ Sa suonare ed è forte e coraggioso, abile nelle armi, saggio di parole, di bell’aspetto e il Signore è con lui”.1 Samuele 16,18. Vogliamo analizzare questo brano della scrittura:
ABILITA’: Ogni cantore e musicista dovrebbe migliorarsi sempre di più e non pensare mai di essere arrivato al massimo delle proprie capacità.
MODELLO DI VITA CRISTIANA: Vivendo il modello di vita cristiana, sapranno vincere le tentazioni dell’orgoglio e dell’egocentrismo.
SAGGIO NELLE PAROLE: Parlarsi con Amore, incoraggiarsi e correggersi, aiuta sicuramente a mantenere i rapporti fraterni, e l’armonia musicale.
ATTRAENTE: I musicisti e i cantori nel guidare la preghiera, il Signore a noi ci da la sicurezza dell’essere parte di Cristo, la nostra bellezza influirà nel nostro ministero.
CONSAPEVOLE DELLA PRESENZA DI DIO: Avere un rapporto personale con Dio ci aiuta a vincere le difficoltà che possono nascere nel guidare la preghiera, e se viviamo più vicini a Dio, siamo consapevoli della presenza di Dio in noi.
Penso che ognuno di noi almeno una volta abbiamo assunto ruoli di responsabilità e magari prendere delle decisioni secondo noi giuste. C’era una volta un dirigente di banca di grande successo che, qualche giorno prima di andare in pensione, venne interrogato dal giovane successore: “ Dottore qual è il segreto della sua riuscita?” Il vecchio dirigente rispose con brevi parole “Prendere le decisioni giuste!” Il nuovo dirigente di banca, non soddisfatto della risposta tornò dal predecessore per chiedergli: “Dottore, ma come si arriva a prendere le decisioni giuste?” Quegli rispose senza esitazione: “Con l’esperienza!” Il giovane, ancora non contento, si accostò all’anziano direttore domandando “Dottore, come si fa ad accumulare esperienza?” “E’ facile rispose. L’esperienza si acquisisce prendendo le decisioni sbagliate!”. Questo semplice racconto ci insegna che una buona guida è il risultato di decisioni giuste, ed è impossibile che prima o poi non capiti di prendere le decisioni sbagliate.
1) DECISIONE SBAGLIATA: trascurare la preghiera. La forza motrice del Rinnovamento e della nostra vita Spirituale è la preghiera fervente. E’ impossibile aspettarsi una crescita qualitativa e quantitativa senza preghiera “porta girevole” (come si entra si esce). Si è ripieni di Spirito Santo in misura direttamente proporzionale alla qualità della vita di preghiera. Come possiamo pretendere che il Signore operi attraverso di noi se non ricerchiamo il suo volto dice il Salmista “ Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto”.Salmo 4,7
2) DECISIONE SBAGLIATA: guidare senza prospettive, avere una visione prospettica significa non essere consapevoli di dove stiamo andando. Tipo che programma hai ?, non lo so esattamente , ma farò del mio meglio. Intanto Dio ha un disegno ben preciso per ognuno di noi, “Io, infatti, conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo- dice il Signore- progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza.”Geremia 29,11.
3) DECISIONE SBAGLIATA: non motivare i fratelli, da dove nasce la motivazione? Dalla preghiera e da un’intima comunione con lo Spirito Santo.
Apprezzandoli: ricordare ai fratelli che sono speciali;
Lodandoli: ad ognuno piace essere lodato;
Amandoli: tutti abbiamo il desiderio di essere amati;
Delegando: significa mi fido della tua capacità fratello, dice il profeta Isaia 43,4 “ Tu sei prezioso ai miei occhi perché sei degno di stima e ti amo”.
4) DECISIONE SBAGLIATA: smettere di imparare, Gesù accettò d’imparare: “E Gesù cresceva in sapienza,età e grazia davanti a Dio e agli uomini”Luca 2,52.
Voglio solo farvi una domanda: cosa offriamo al Signore il meglio o gli scarti per un buon servizio? Per il servizio che noi diamo al Signore possiamo applicare delle tariffe ad esempio 30€ per ogni messa che cantiamo, 50€ per ogni convocazione che partecipiamo, 20€ ogni incontro di preghiera che animiamo, ecco ma qual è la risposta del Signore; “Tutte le volte che sei caduto IO ti ho rialzato 0€ ; tutte le volte che hai preso in mano una chitarra sono stato IO a guidare le tue mani 0€; nelle malattie sono IO che ti do consolazione 0€; se guardi una croce sono IO che mi sono offerto per amore tuo 0€; Fratelli cosa ci resta da fare correre velocemente verso il Signore e dirgli: “Gesù ti amo dal profondo del mio cuore fa di me quello che vuoi perché ora ho capito quanto è importante servirti con amore e semplicità di cuore grazie GESU’”.
Prima di avviarci alla conclusione voglio comunicarvi un pensiero di Salvatore Martinez:
DALLO SCOMUNICARE AL COMUNICARE, un aspetto importante,si comunica poco dobbiamo sforzarci di comunicare di più e meglio. Se vogliamo servire il Signore è fondamentale avere un cuore aperto e generoso. Dalla maledizione alla benedizione , ci sono alcuni modi per benedire, quando ci avviciniamo ad un fratello cominciare sempre col chiedere perdono, anche se non individui offese, dire grazie sempre questo “ Esercizio divino” preserva la comunione fraterna.
DAL SOSPETTO AL RISPETTO: fra di noi come membra del medesimo corpo, non possono esistere sospetti, siamo al servizio gli uni degli altri. Il Signore vuole la nostra conversione e se necessario umiliarci per “dilatare il Regno di Dio” in mezzo a noi.
DAL DISSENTIRE AL SENTIRE: ebbene praticare un nuovo tipo di ascolto, perché il Signore ci sta insegnando, a cercare di capire, insieme la sua volontà, affinchè i fratelli possano portare avanti, nell’unico sentire, il progetto di Dio ed inoltre il Signore ci sta chiedendo un impegno di maggiore ascolto nelle nostre relazioni con i fratelli.
DAL TAVOLINO AL PAVIMENTO: ebbene che tutte le nostre decisioni spirituali li prendiamo con le ginocchia piegate sul pavimento mortificandoci davanti al Signore, anziché seduti attorno ad un tavolino e prendendo decisioni sbagliate.
DALLA FUNZIONE ALL’UNZIONE: la funzione discende dall’unzione e non il contrario. Non posso dire, in quanto ho una funzione io sono ispirato.
LA PREGHIERA DA FORMA ALL’AZIONE: se troppi ministeri sono stagnanti, è evidente che forse, alla base del nostro servizio manca un’ispirazione Santa, frutto di preghiera. Bisogna avere allora la capacità di fermarsi, nella preghiera nell’attesa per capire Dio cosa vuole da noi.
DALLA RIANIMAZIONE ALL’ANIMAZIONE: non è pensabile che dopo tanti anni, stiamo ancora a rianimare fratelli che non vogliono dare la loro vita al Signore, perché desiderano un felice compromesso tra la carne e lo Spirito, tra vita vecchia, che si vuole morta e poi risorge a vita nuova che non si decide a nascere.
Io spero che alla luce di tutto ciò il servizio cristiano deve conformarsi a Cristo servo: “Il più grande grande di voi si faccia servo ai più piccoli” Marco 10,43. “Non sono venuto per essere servito ma per servire” , “ Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve” Luca 22,27. “ Così anche voi quando avete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite siamo Servi inutili” Luca 17,10 . “ Ha assunto la condizione di servo” Filippesi 2. “Servite il Signore nella gioia” Salmo 99.
Canto “ La cosa più importante”.
“ Quando a me e la mia casa vogliamo servire il Signore” Giosuè 24,15.
Lillo Luparello